Faber: Astenersi perditempo. Grazie
1 commentodi Costantino D'Avanzo | 1 commento
2/2010

Una mostra
Roma, Museo dell’Ara Pacis
24 febbraio – 30 maggio 2010
Avete presente un caleidoscopio? Uno di quegli oggetti attraverso il quale le forme e i colori più svariati danzano tra di loro montando, smontando e ricostruendo continuamente centinaia di combinazioni tutte diverse in cui il nostro sguardo si perde esterrefatto? Ebbene, la mostra itinerante su Fabrizio De Andrè che, dopo Genova e Nuoro, adesso tocca Roma, immaginatela così: come un saltellante viaggio nel caleidoscopico mondo di Faber. Così vi verrà da chiamarlo, con quel nomignolo affibbiatogli dal suo amico Paolo Villaggio e che lo ha accompagnato per tutta una vita. Sì, perché quando sarete usciti dal tunnel dell’esposizione vi sembrerà di conoscerlo da sempre. Un’esperienza sensoriale in cui immergersi totalmente, senza fretta alcuna, perché qui troverete tutto, ma proprio tutto quello che cercate su De Andrè: musiche, curiosità, aneddoti, frammenti, pensieri, emozioni, esperienze di vita. Quindi «astenersi perditempo, per favore» ed entrate con lo spirito di topi da biblioteca piuttosto che da «mostraioli del week-end». E così, quasi senza rendervene conto, all’ingresso, verrete catapultati nel mondo «faberiano»: Genova, l’amore, la guerra, la morte, l’anarchia, gli ultimi. Sei schermi trasparenti su cui si alternano immagini di repertorio, video, testi musicali con il sottofondo di musiche e spezzoni di interviste vi racconteranno altrettanti temi cari alla poetica di De Andrè. Poi un percorso interattivo vi introdurrà alla sua musica. E qui vi sembrerà di stare in un vero e proprio archivio multimediale in cui potrete passare ai raggi X tutti i suoi album corredati da contenuti audiovisivi esplicativi. A questo punto siete pronti per incontrare i «suoi» personaggi. Quelli mai banali che prendeva dalla strada, dalle cronache, dai libri e che rielaborava con la sua straordinaria sensibilità. Li troverete tutti, dal giudice al bombarolo, da Carlo Martello a Prinçesa, da Bocca di Rosa a Marinella. Vi si presenteranno sottoforma di tarocchi virtuali, come nelle scenografie della tournée de Le nuvole. E poi ancora: la sezione video, dove rivivere le emozioni dei suoi concerti: seduto, con sigaretta e posacenere. E ancora: le riproduzioni dei suoi testi manoscritti, dalla stesura provvisoria (con tanto di cancellature e correzioni) di Canzone del Maggio ai bigliettini indirizzati alla mamma. Per finire: la sua vita. Una cronistoria e tante testimonianze audiovisive tra cui scegliere. Ne uscirete forse un po’ scombussolati dall’angustia degli spazi o dalla caoticità nell’allestimento, ma contenti. Vi sembrerà di conoscerlo da una vita, Faber, e di condividere con lui qualche segreto… perché tutti, almeno una volta, ci siamo riconosciuti in un personaggio, in una storia, in una emozione da lui narrati. E se prima non lo sapevamo, adesso sì!
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In effetti si tratta di una mostra eccellente… molto ben costruita e che lascia molto ben trasparire il vario mondo di De Andrè. L’atmosfera crea un effetto di grande partecipazione, in cui il visistatore sembra quasi parte stessa della mostra…