«Salute a tutti!»: regole, risorse, proposte
0 commentidi Angelo Argento | 0 commenti

02/2010
Un nuovo progetto TrecentoSessanta
di Angelo Argento e Davide Integlia
Nel Paese che, più di ogni altro al mondo, invecchia ma non cresce e quella della salute rischia di essere una delle partite decisive per il futuro delle prossime generazioni. Sanità, assistenza e promozione di una migliore qualità della vita si fondono in un mix di politiche e interventi ai quali concorre, con ruoli e competenze distinte e non sempre in armonia, una molteplicità di attori istituzionali, a partire dalle regioni. Sullo sfondo una spesa sociale da rimodulare in funzione dei nuovi bisogni e delle nuove aspettative di una società in profonda trasformazione.
L’art. 32 della Costituzione italiana definisce la salute come «diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività». Da allora il concetto di intervento sullo stato di salute del cittadino è passato dalla semplice cura delle «malattie» che affliggono la persona (alleviare le pene, secondo una accezione negativa) a un concetto più generale e a una accezione positiva di salute, intesa come «stato di benessere psico-fisico della persona».
L’evoluzione in senso positivo del concetto stesso di salute è stata accompagnata, però, da un radicale mutamento della popolazione italiana, in riferimento sia alla sua composizione per età (invecchiamento della popolazione), sia alla provenienza dei nuovi cittadini (da Paese di emigrazione, l’Italia diventa meta di immigrazione massiccia). Anche il quadro epidemiologico della popolazione italiana e della relativa domanda di cura e assistenza è mutato: si pensi alla progressiva cronicizzazione delle malattie e alla maggiore domanda di assistenza sociale, all’ampliamento delle competenze dei centri di igiene mentale, come alla domanda crescente di sicurezza sui luoghi di lavoro.
A fronte di questi cambiamenti, anche il contesto economico-finanziario italiano risulta trasformato rispetto agli anni in cui si istituiva il Servizio Sanitario Nazionale. Il Patto di Stabilità interno, abbiamo visto nel n. 2/2009 di «Treseizero», mette a dura prova le regioni nel garantire una assistenza sanitaria equa e di qualità, rispettando, allo stesso tempo, i vincoli di bilancio imposti da una «coperta sempre più stretta».
Inoltre, in una situazione in cui il Paese sembra non avere le forze né il coraggio di riflettere con un orizzonte temporale di medio-lungo periodo su riforme condivise, la sopravvivenza affannata tra la domanda di salute, sempre più ampia e complessa, e i vincoli di bilancio, sempre più stringenti, sembra aprire ancor più facilmente le porte alla malasanità, alle occasioni di corruzione e alla mancanza di equità nell’accesso alle cure. Non a caso, la «salute» è un test difficilissimo da superare per politici e amministratori locali.
Con il progetto «Salute a tutti» TrecentoSessanta vuole analizzare queste problematiche sotto l’ottica di una inedita «questione sociale» rilanciando, con proposte legislative concrete a livello sia nazionale sia locale, la discussione attorno al tema della salute e dell’assistenza sociale, considerando questi ultimi aspetti non più necessariamente distinti, ma integrati alla luce di una ridefinizione radicale delle politiche di welfare e di una rimodulazione della spesa socio-sanitaria.
Con un approccio trasversale e multidisciplinare, il progetto focalizzerà la sua attenzione sul grande capitolo delle nuove forme organizzative per l’erogazione dei servizi sanitari, e sull’evoluzione delle diverse forme di integrazione socio-sanitaria tra le regioni italiane, considerando il problema dell’assistenza domiciliare, l’integrazione della disabilità e la teleassistenza.
Si affronterà il capitolo delle modalità di finanziamento dei servizi sanitari e socio-assistenziali, come pure il nervo scoperto dell’equità nell’accesso alle cure, esaminando anche il loop esistente nella governance multi-livello della sanità. Infine, si affronterà anche il capitolo riguardante i metodi innovativi per la valutazione delle tecnologie sanitarie, come l’Health Technology Assessment, e per la programmazione sanitaria come la Clinical Governance e l’Evidence Based Medicines. Particolare attenzione sarà dedicata anche alla comunicazione, con specifico riferimento alle politiche per la prevenzione e alle campagne di sensibilizzazione. Tutto con l’intento – comune alle altre iniziative di TrecentoSessanta – di trasporre i risultati di queste analisi e le indicazioni emerse nell’ambito dei confronti in proposte legislative a livello sia nazionale sia regionale. «Salute a tutti» vuole dunque creare occasioni di confronto per lo scambio di best practices, e per la ricerca di soluzioni operative condivise a supporto di una classe dirigente che, proprio di fronte alle molteplici difficoltà presentate dalla governance della Sanità, sappia «metter manoҗ alle inefficienze dilaganti con proposte innovative e coraggiose.
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