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	<title>Treseizero</title>
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	<description>Il magazine dell&#039;Associazione TrecentoSessanta</description>
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		<title>Tra prosa e poesia, l’arte dei piccoli passi</title>
		<link>http://www.360mag.it/2010/08/26/1875/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 16:01:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Russo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Day by Day]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche in politica c’è un tempo per la poesia e un tempo per la prosa.

Un tempo per il sogno ed un tempo per la metodica fatica del quotidiano.

Sappiamo bene che è più entusiasmante vivere le stagioni in cui è possibile invitare all’impegno civile attraverso le emozioni forti piuttosto che quelle in cui è necessario far prevalere il richiamo alle (apparentemente) piccole cose ben fatte, al passo dopo passo, alla costruzione delle fondamenta dopo che i terremoti hanno lasciato soprattutto macerie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1876" title="le quattro stagioni 1" src="http://www.360mag.it/wp-content/uploads/2010/08/le-quattro-stagioni-12.jpg" alt="le quattro stagioni 1" width="301" height="300" /></p>
<p>Anche in politica c’è un tempo per la poesia e un tempo per la prosa.</p>
<p>Un tempo per il sogno ed un tempo per la metodica fatica del quotidiano.</p>
<p>Sappiamo bene che è più entusiasmante vivere le stagioni in cui è possibile invitare all’impegno civile attraverso le emozioni forti piuttosto che quelle in cui è necessario far prevalere il richiamo alle (apparentemente) piccole cose ben fatte, al passo dopo passo, alla costruzione delle fondamenta dopo che i terremoti hanno lasciato soprattutto macerie.</p>
<p>Ma sappiamo anche che è una colpa mortale non saper distinguere fra due situazioni così radicalmente opposte. E non scegliersi le leadership giuste per gestire tempi tanto diversi.</p>
<p>Per questo ci è sembrato che la lettera scritta oggi da Pierluigi Bersani sia un piccolo manifesto politico molto calibrato rispetto ai tempi in cui viviamo. Quello che ci sentiamo di sottoscrivere alla fine di un’estate che ha certificato uno dei momenti più bassi della qualità civica ed istituzionale del nostro Paese.</p>
<p>Oggi non è tempo di insistere sull’ottimo che vorremmo (e che pure teniamo come ispirazione) a discapito del bene che dobbiamo perseguire qui e ora.</p>
<p>La priorità dell’Italia è il suo bisogno di chiudere una stagione che tra qualche anno ci vergogneremo tutti di aver vissuto.</p>
<p>Il bisogno di riscoprire i fondamenti che in altre epoche le hanno permesso di superare crisi difficili. L’impegno e l’onestà dell’agire personale e collettivo. La certezza e l’osservanza delle leggi, in primis del primato costituzionale. Il riconoscimento del merito come premessa di equità sociale e di capacità di innovazione. Il senso del vivere comune come chance di maggior felicità e benessere e non come limite alla libertà individuale.</p>
<p>Ma per far questo gli italiani hanno bisogno di vedere che chi li rappresenta è capace di riconoscere l’eccezionalità delle difficoltà in cui vivono. Che davanti alla crisi si riscoprono le cose che ci uniscono mettendo da parte per un attimo quelle che dividono. Che è possibile fermarsi, chiamare una tregua, come quelle che interrompevano i nostri giochi di bambini quando qualcuno imbrogliava, o si voleva cambiare attività e bisognava darsi nuovi obiettivi e nuove regole.</p>
<p>Dire queste cose oggi in politica non è facile. Rinunciare ai toni forti e “divisivi”, ai sogni di improbabile realizzazione, alle provocazioni, alle emozioni “contro” rischia di far apparire deboli ed indecisi.</p>
<p>Chi, nel passato, ha guidato il Paese fuori dalle secche delle sue crisi ricorrenti ha sempre scelto questo profilo. Attraverso l’arte del possibile, attraverso la fatica di mettere insieme tutte le donne e gli uomini di buona volontà. L’arte dei passi regolari che arrivano lontano.</p>
<p>Quella che ci ha fatto scegliere la leadership di Pierluigi Bersani e di Enrico Letta e che in questo momento rappresenta il miglior regalo che il Pd può fare ad un Paese stanco di strappi e di eccessi.</p>
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		<title>La nave in comune e il timone al PD</title>
		<link>http://www.360mag.it/2010/08/13/la-nave-in-comune-e-il-timone-al-pd/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 14:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Russo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Day by Day]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

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Si racconta che bordo di un’imbarcazione ormai in balìa della tempesta, soltanto un passeggero continuava a mantenere un’inspiegabile calma a dispetto del concretissimo rischio di naufragio. Attorno a lui donne e uomini spaventati e un equipaggio impegnato nel disperato tentativo di evitare il peggio.
Non riuscendo a comprendere il suo atteggiamento, alcuni compagni di disavventura gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1870" title="timone3" src="http://www.360mag.it/wp-content/uploads/2010/08/timone3.jpg" alt="timone3" width="500" height="300" /></p>
<p><em>Si racconta che bordo di un’imbarcazione ormai in balìa della tempesta, soltanto un passeggero continuava a mantenere un’inspiegabile calma a dispetto del concretissimo rischio di naufragio. Attorno a lui donne e uomini spaventati e un equipaggio impegnato nel disperato tentativo di evitare il peggio.</em></p>
<p><em>Non riuscendo a comprendere il suo atteggiamento, alcuni compagni di disavventura gli si fanno vicini chiedendogli ragione di un così irragionevole distacco ricevendo, però, una risposta solo apparentemente consolatoria. “A me non importa. Tanto la barca non è mia…”.</em></p>
<p>Questa storiella agrodolce ci è tornata in mente leggendo oggi le parole di grande equilibrio e responsabilità dal Presidente Napolitano nella sua intervista all’Unità. E, accanto ad esse, le fastidiose dichiarazioni di “controcanto” (soprattutto) da parte di esponenti della maggioranza. Due universi culturali lontanissimi, due modi di pensare al Paese che, in altri contesti, si commenterebbero da soli. Da una parte chi vede i problemi degli italiani con gli occhi del buon padre di famiglia e chiede alla politica di fare un salto di qualità. Dall’altra, la miopia di chi ha il solo obiettivo di regolare i conti con gli ex compagni di coalizione senza riflettere sui costi che questo ennesimo scontro scaricherebbe sugli italiani.</p>
<p>Una volta sarebbe bastato invocare un minimo di responsabilità verso il bene comune per zittire chi minaccia (dimenticando, da seconda carica dello Stato, quali siano le prerogative del Presidente della Repubblica) le elezioni anticipate. Oggi bisogna dire con franchezza anche al senatore Schifani che una durissima e incomprensibile campagna elettorale scaricherebbe i suoi effetti negativi soprattutto sui milioni di famiglie e sulle imprese che stanno provando faticosamente ad uscire dalla crisi economica, non aiuterebbe i conti pubblici e ci farebbe perdere credibilità sui mercati internazionali.</p>
<p>E ci tocca ricordarlo non solo agli zelanti ripetitori del Presidente del Consiglio, ma, con maggior dispiacere anche a taluni compagni di viaggio del centrosinistra che abbiamo visto negli ultimi giorni correggersi e ricorreggersi, demonizzare e poi accettare la prospettiva di governi tecnici, attaccare le posizioni del Pd per poi sostanzialmente accodarsi, dando la spiacevole sensazione che a guidarli ci sia una buona parte di calcolo personale e una voglia di contarsi partendo dal presupposto (tutto da verificare) di un personale successo.</p>
<p>Ad Antonio di Pietro e Niki Vendola cui tanto preme distinguersi per antiberlusconismo vorremmo allora rivolgere un semplice invito. Insieme al Pd (e alle donne e gli uomini di buona volontà che sappiamo presenti anche nel centrodestra) contribuiscano a dimostrare che c’è ancora una classe politica capace di preoccuparsi della navigazione comune e non solo del proprio tornaconto personale. Che l’era berlusconiana si chiude non riproponendo un’ulteriore e affrettata ammucchiata elettorale anti-cavaliere, ma distinguendosi agli occhi degli italiani nel testimoniare generosità ed impegno per il bene comune anche quando non sia immediatamente legata agli interessi di parte. Che sono capaci anche loro di un passo indietro compiuto oggi per rimanere fuori dalle piccole strategie di vivibilità quotidiana o dalle schermaglie della politica gridata, perché questo lascerebbe ancora più solo e nudo davanti all’opinione pubblica Silvio Berlusconi con le sue tante incongruenze e la necessità di usare la politica per sistemare i tanti guai personali.</p>
<p>Noi, da parte nostra, stavolta siamo proprio contenti di dire che il Partito Democratico sta facendo la cosa giusta. Scegliendo da subito e unitariamente la linea del governo tecnico di “salute pubblica” ha dimostrato di saper anteporre il bene del Paese alla voglia di giocarsi una possibile rivincita contro una coalizione che non potrebbe non pagare il prezzo di elezioni causate dalla propria crisi. È una linea che va spiegata e raccontata ma che sta già raccogliendo consensi e apprezzamenti; una linea figlia delle migliori tradizioni politiche che si ritrovano oggi nel patrimonio culturale del Pd. Quelle che hanno costruito insieme la barca su cui navighiamo. E che sapevano che se vengono  meno regole condivise e virtù civiche, non ci sono scialuppe di salvataggio per nessuno…</p>
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		<title>Boccia: bene Montezemolo, analisi lucida</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 11:12:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Boccia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
&#8216;E adesso Berlusconi e i suoi s&#8217;inventeranno un altro nemico da demonizzare. Appena qualcuno osa mettere in discussione l&#8217;operato del governo e contraddire il capo, o ex capo, della maggioranza, ecco che arrivano strali e risposte piccate. Quella di Montezemolo e della sua fondazione è un&#8217;analisi lucida e responsabile del momento durissimo che l&#8217;Italia attraversa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1864" title="montezemolo-" src="http://www.360mag.it/wp-content/uploads/2010/08/montezemolo-1.jpg" alt="montezemolo-" width="500" height="300" /></p>
<p>&#8216;E adesso Berlusconi e i suoi s&#8217;inventeranno un altro nemico da demonizzare. Appena qualcuno osa mettere in discussione l&#8217;operato del governo e contraddire il capo, o ex capo, della maggioranza, ecco che arrivano strali e risposte piccate. Quella di Montezemolo e della sua fondazione è un&#8217;analisi lucida e responsabile del momento durissimo che l&#8217;Italia attraversa, un contributo prezioso affinchè tutte le forze politiche ne prendano atto e riconoscano che così, tra deviazione dalle regole, incapacità di governo, malcostume e degenerazione dell&#8217;etica pubblica, il Paese semplicemente non può andare avanti&#8217;. Lo afferma Francesco Boccia, deputato Pd e fondatore di TrecentoSessanta, l&#8217;associazione che fa riferimento a Enrico Letta.<br />
&#8216;Bene, dunque, Montezemolo, che ha avuto il coraggio di dire semplicemente ma con autorevolezza &#8211; conclude &#8211; quello che milioni di italiani pensano. Mi auguro solo che gli risparmino l&#8217;ira funesta del principe al tramonto&#8217;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lega spieghi rapporti tra Credieuronord e le &#8220;sue&#8221; cooperative latte</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 15:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Carbone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Day by Day]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[
In una situazione di decisa ripresa per l’agricoltura – i dati ISMEA registrano un aumento dell&#8217;8,6% rispetto a maggio e del 7,3%  rispetto a giugno 2009 – rattrista un governo che non ascolta chi rispetta la legge e se ne infischia delle istituzioni comunitarie appoggiando chi ha fatto fortune sull’illegalità.
Proprio ieri, per la seconda volta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1854" title="lega" src="http://www.360mag.it/wp-content/uploads/2010/07/lega.jpg" alt="lega" width="500" height="300" /></p>
<p>In una situazione di decisa ripresa per l’agricoltura – i dati ISMEA registrano un aumento dell&#8217;8,6% rispetto a maggio e del 7,3%  rispetto a giugno 2009 – rattrista un governo che non ascolta chi rispetta la legge e se ne infischia delle istituzioni comunitarie appoggiando chi ha fatto fortune sull’illegalità.</p>
<p>Proprio ieri, per la seconda volta in poche settimane la direzione generale dell&#8217;Agricoltura della Commissione europea in una lettera indirizzata al governo italiano alla vigilia del voto di fiducia sulla manovra (nella quale  è prevista la proroga al 31 dicembre del pagamento delle multe per le quote latte che interessa 109 produttori su oltre 40 mila in regola con la normativa comunitaria) ricordava che ogni modifica alle regole fissate nel 2003 sulla rateizzazione del pagamento delle multe per le quote latte potrebbe violare le norme Ue sugli aiuti di Stato.</p>
<p>Noi staremo sempre dalla parte degli onesti e condanneremo chi per anni ha sventolato la bandiera della legalità in Padania, per poi difendere i truffatori a Roma. Voglio ricordare che un deputato leghista della Repubblica che siede in Commissione Agricoltura ha accumulato oltre 1mln di euro di multa. Ci spieghi la Lega la vicenda della CREDIEURONORD: è vero o no che quell’istituto di credito è stato usato dalle cooperative del latte vicino alla Lega per riciclare i soldi provenienti dall’eccessiva produzione lattifera, vietata dall’Europa? Faccia chiarezza su questa torbida vicenda che intreccia la “Banca Leghista” e la Popolare di Lodi di Fiorani.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Federalismo e comuni, perché i conti non tornano</title>
		<link>http://www.360mag.it/2010/07/15/federalismo-e-comuni-perche-i-conti-non-tornano/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 15:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michelangelo Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Day by Day]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
Con il federalismo alle porte, iniziano a circolare le prime simulazioni del suo impatto sui conti degli enti locali e, soprattutto, dei comuni. Saranno concentrate in una tutte le imposte sugli immobili, sia locali, sia erariali. La nuova imposta – denominata «service tax» o «imposta immobiliare unica» – si prevede abbia un gettito complessivo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1845" title="feder_fiscale" src="http://www.360mag.it/wp-content/uploads/2010/07/feder_fiscale.jpg" alt="feder_fiscale" width="500" height="300" /></p>
<p>Con il federalismo alle porte, iniziano a circolare le prime simulazioni del suo impatto sui conti degli enti locali e, soprattutto, dei comuni. Saranno concentrate in una tutte le imposte sugli immobili, sia locali, sia erariali. La nuova imposta – denominata «service tax» o «imposta immobiliare unica» – si prevede abbia un gettito complessivo di 25 miliardi di euro, di cui 10 derivanti dall’ormai superata Imposta comunale sugli immobili (ICI) e 15 frutto di imposte oggi versate nelle casse dello Stato attraverso, principalmente, imposte di registro e ipocatastali sulle compravendite e addizionali sull’Irpef.</p>
<p>Ora, per chi come noi vuole capire meglio cosa accadrà, alcune domande sono d’obbligo:</p>
<p>-          cosa cambia per il bilancio dello Stato ?</p>
<p>-          cosa cambia per i bilanci dei comuni ?</p>
<p>-          cosa cambia per il cittadino ?</p>
<p>Insomma, quali sono i costi del federalismo? Da qualche settimana l’Associazione TrecentoSessanta ha istituito un tavolo di lavoro ristretto che ha già messo a punto simulazioni su un campione di 24 capoluoghi di province e regioni e che nei prossimi giorni estenderà l’analisi su un maggior numero di soggetti analoghi. Da questa prima analisi – di cui trovate qui <a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/07/Tabella-Federalismo-Nigro.pdf" target="_blank">un’anticipazione </a>– emerge che i comuni, con la nuova imposta, perderebbero quasi il 20% delle cosiddette entrate correnti, ossia le entrate ordinarie che consentono l’erogazione dei servizi pubblici essenziali (trasporti, istruzione, ambiente, settore sociale, etc.).</p>
<p>Si possono ipotizzare quattro livelli di analisi; tutti si basano sul confronto tra l’attuale gettito derivante dalle principali imposte locali e dai trasferimenti che lo Stato eroga a favore dei comuni (dati dei conti consuntivi 2008, fonte Ministero dell’Interno), e che con la nuova imposta verrebbero meno, e il futuro gettito della “service tax” (dati de <span style="text-decoration: underline;">Il Sole 24 Ore</span> del 5 luglio 2010), che:</p>
<ol>
<li>nella prima      ipotesi, sostituirebbe tutte le entrate di natura tributaria (Titolo I:      entrate tributarie) e tutti i trasferimenti correnti dello Stato (Titolo      II, Categoria 1);</li>
<li>nella seconda      ipotesi, sostituirebbe le entrate tributarie, ma per la sola parte      relativa alle imposte (Titolo I, Categoria 1) e tutti i trasferimenti      correnti dello Stato (Titolo II, Categoria 1);</li>
<li>nella terza      ipotesi, sostituirebbe l&#8217;ICI, l&#8217;addizionale comunale sull&#8217;energia      elettrica, l&#8217;addizionale e la compartecipazione Irpef (Titolo I, parte      della Categoria 1) e i trasferimenti correnti dello Stato (Titolo II,      Categoria 1);</li>
<li>nella      quarta ipotesi,      sostituirebbe      l&#8217;ICI, l&#8217;addizionale comunale sull&#8217;energia elettrica, l&#8217;addizionale e la      compartecipazione Irpef (Titolo I parte della Categoria 1), parte dei      trasferimenti correnti dello Stato, in particolare il fondo ordinario, il      fondo perequativo fiscalità locale e i trasferimenti compensativi ICI (Titolo II, parte      della Categoria 1).</li>
</ol>
<p>Quest’ultima è a nostro avviso la più attendibile e vicina alla realtà. Ma proviamo a vedere cosa comporta in concreto: i dati riportati in Tabella mostrano immediatamente il differente impatto tra il Nord e il Sud Italia; Comuni come Napoli, Reggio Calabria, Potenza, perderebbero quasi il 30% delle proprie entrate ordinarie; Milano, Roma e Venezia, ne perderebbero meno del 10%. Ma il dato non si esaurisce qui, la riduzione media di gettito è vicina al 20%. Ciò significa che:</p>
<p>-          lo Stato da un lato elimina alcune imposte erariali, dall’altro taglia completamente i trasferimenti ai comuni;</p>
<p>-          i comuni istituiscono una sola imposta, ma perdono gettito mediamente per il 20%;</p>
<p>-          il cittadino, se tutto va bene, o si vedrà aumentare altre tasse locali o, molto più probabile, si vedrà erogare un livello quantitativo e qualitativo di servizi pubblici decisamente ridotto.</p>
<p>Solo così i conti tornano. E basta osservarli bene per capire che sono salatissimi.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Noi (stavolta) stiamo con Galan</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 11:52:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Russo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Day by Day]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[
Con chi sta il governo? Con gli agricoltori onesti, che al 95% hanno pagato le multe relative alle quote latte, o con coloro che, come l’onorevole leghista Fabio Rainieri, hanno truffato l’Unione Europea, e non solo non pagano, ma hanno anche venduto le quote?
Noi, da pare nostra, sappiamo che questa volta stiamo con il ministro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1835" title="galan" src="http://www.360mag.it/wp-content/uploads/2010/07/galan.jpg" alt="galan" width="500" height="300" /></p>
<p>Con chi sta il governo? Con gli agricoltori onesti, che al 95% hanno pagato le multe relative alle quote latte, o con coloro che, come l’onorevole leghista Fabio Rainieri, hanno truffato l’Unione Europea, e non solo non pagano, ma hanno anche venduto le quote?</p>
<p>Noi, da pare nostra, sappiamo che questa volta stiamo con il ministro Galan che forse non si rendeva conto di dove sarebbe finito dopo essere stato cacciato in malo modo dal Veneto e che oggi chiede semplicemente che chi ha sbagliato (e truffato) paghi.</p>
<p>Il problema è forse della Lega che si riempie al Nord la bocca predicando i temi della legalità e a Roma razzola malissimo.</p>
<p>Già nel 2009 il commissario europeo all’Agricoltura rispose un secco no alla proposta di dilazione del ministro Zaia. Oggi, non contenti, gli onesti leghisti ci riprovano proponendo di far pagare ai contribuenti i cinque milioni e più che costerebbe all’Italia l’apertura di una procedura di infrazione per il mancato pagamento delle quote latte.</p>
<p>Dobbiamo ricordare noi ai parlamentari di maggioranza, in tempi di tagli di bilancio che con quei soldi si possono pagare 5 Tac, 80 nuove ambulanze, lo stipendio di 150 poliziotti, di 100 guardie mediche e altrettanti magistrati, la borsa di studio di 200 ricercatori, la ristrutturazione di 250 classi scolastiche, la ricostruzione di 30 case distrutte a L’Aquila, l’acquisto di 250 mila libri…?</p>
<p>Vuole Berlusconi dire agli italiani che perde ancora un ministro (e forse definitivamente la faccia) per difendere dei disonesti?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>C&#8217;è nazionale e nazionale</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 16:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola De Micheli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Day by Day]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[«Fratelli d’Italia, da qualsiasi parte arrivino. Il nuovo corso azzurro potrà avere la pelle scura, l’accento spagnolo o quello portoghese, non importa». Sono le parole con cui oggi, la Gazzetta dello Sport apre in terza pagina l’articolo sul nuovo corso della nazionale italiana targata Prandelli. Un incipit alquanto insolito per un articolo di calcio, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1829" title="prandelli" src="http://www.360mag.it/wp-content/uploads/2010/07/prandelli.jpg" alt="prandelli" width="500" height="300" />«Fratelli d’Italia, da qualsiasi parte arrivino. Il nuovo corso azzurro potrà avere la pelle scura, l’accento spagnolo o quello portoghese, non importa». Sono le parole con cui oggi, la Gazzetta dello Sport apre in terza pagina l’articolo sul nuovo corso della nazionale italiana targata Prandelli. Un incipit alquanto insolito per un articolo di calcio, e per di più sulla nazionale di calcio! Qualche leghista avrà forse storto il naso, sfogliando il giornale questa mattina, e avrà pensato magari «Abbasso l’Italia», «Io tifo Padania» o «Speriamo parlino della Francia» e confesso che un po’ di stupore, ma in senso buono, l’ho provato anche io. Sì perché quelle due parole – fratelli d’Italia – mi suonano molto familiari e calzano proprio a pennello per descrivere la nuova Italia, non solo in senso calcistico, che sta nascendo e mi suonano molto familiari, visto che proprio così «Fratelli d’Italia», si chiama il progetto sull’immigrazione che porto avanti nell’ambito dell’Associazione TrecentoSessanta. Due parole che rendono bene l’idea. Il nostro Paese non è più lo stesso di due decenni fa, anzi, girando in lungo e in largo per la nostra penisola ci rendiamo conto di come, che ci piaccia o no, il nostro Paese sta cambiando pelle. Gli immigrati, «da qualsiasi parte arrivino», sono ormai parte integrante della nostra società e della nostra economia, sono un’opportunità e una ricchezza in tutti i settori della società. Ecco: allora facciamocene una ragione! E che la nazionale di calcio sia la cartina tornasole di una nazione che sta cambiando e che, perché no, anche grazie a questa opportunità torni finalmente ad essere competitiva. In questo caso… Germania docet!</p>
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		<title>Pomigliano, Giordano e la via della responsabilità</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 13:35:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guglielmo Vaccaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Day by Day]]></category>
		<category><![CDATA[Lavori]]></category>

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		<description><![CDATA[
La contrapposizione, ancora una volta, è tra responsabilità e opportunità politica. Qualcuno la capisce e qualcuno no, o finge di non farlo. Che la vicenda di Pomigliano non si esaurisca con la firma o meno di un accordo è cosa, purtroppo, nota a tutti. Si tratta di una questione che porta in primo piano il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1823" title="pomigliano" src="http://www.360mag.it/wp-content/uploads/2010/06/pomigliano.jpg" alt="pomigliano" width="500" height="300" /></p>
<p>La contrapposizione, ancora una volta, è tra responsabilità e opportunità politica. Qualcuno la capisce e qualcuno no, o finge di non farlo. Che la vicenda di Pomigliano non si esaurisca con la firma o meno di un accordo è cosa, purtroppo, nota a tutti. Si tratta di una questione che porta in primo piano il tentativo di conciliare sviluppo e tutele in tempi di crisi e in un territorio martoriato come quello del Mezzogiorno. Oggi le imprese chiudono o se ne vanno. I grandi investitori, nazionali o internazionali, fanno fatica a trovare le motivazioni per scommettere sul Sud. Il combinato disposto della crisi e della globalizzazione colpisce duramente famiglie e piccole aziende.</p>
<p>Una grande forza di centrosinistra ha il dovere di segnalare questi problemi e di individuare soluzioni. Nel caso specifico seguiamo tutti con attenzione e apprensione la vicenda di Pomigliano e sappiamo che, in una stagione di sacrifici e di fabbriche che chiudono, avere una grande industria italiana che, anziché andare all&#8217;estero, sceglie di investire in Italia e al Sud una è novità. Un’occasione rispetto alla quale non possiamo permetterci di non esaminare con grande senso di responsabilità e disponibilità le proposte in campo.</p>
<p>La lotta dei lavoratori per la sopravvivenza dell’insediamento industriale merita rispetto. All&#8217;ex segretario del Prc, Franco Giordano, chiedo: è forse di sinistra fare pressioni sui sindacati durante i negoziati? È di sinistra consigliare alla FIOM di non siglare un accordo già sottoscritto dalle altre sigle sindacali? Si è forse chiesto, Giordano, per quali ragioni lo stesso segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani, non abbia favorito lo strappo?</p>
<p>Noi – che dell’autonomia della politica dal sindacato vogliamo fare uno dei tratti distintivi del Partito Democratico – di pressioni non ne facciamo. Forse a Giordano non interessa che 5.000 famiglie e un’intera economia collegata all&#8217;indotto tirino un sospiro di sollievo. Gli ricordo che la cassa integrazione non come i vitalizi di cui noi politici, lui compreso, beneficiamo. A un certo punto per i lavoratori la cassa si trasforma in mobilità e poi tutto finisce. Ma forse Giordano questo non lo sa o lo dimentica. Chissà perché.</p>
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		<title>NordCamp 2010</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 07:54:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Treseizero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Day by Day]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Diario di viaggio: buona la prima!</strong>

Assessori  veri e assessori per gioco. È iniziata ieri con politici, amministratori locali e comici la prima serata di «Nord Camp 2010». A un primo confronto reale, che proseguirà nella giornata di domani, con plenarie e gruppi di lavoro, sul rapporto tra governi locali e governo nazionale, è seguito uno spettacolo con i comici di Zelig Paolo Cevoli (in arte l’assessore Cangini) e Claudia Penoni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-1792" title="logo_nordcamp" src="http://www.360mag.it/wp-content/uploads/2010/06/logo_nordcamp.JPG" alt="logo_nordcamp" width="500" height="300" /></strong></p>
<p>Si chiama Nord Camp 2010. È l’evento nazionale organizzato da  TrecentoSessanta, che si è svolto in Veneto dal 10 al 12 luglio 2010.  Accanto ad Enrico Letta parlamentari e amministratori, docenti,  intellettuali. Presenti, tra gli altri, Carlo De Benedetti, il ministro  Roberto Maroni, Vasco Errani e Vito De Filippo, Massimo Cacciari e Tito  Boeri, Dario Di Vico, Debora Serracchiani, Lorenzo Basso, e i sindaci di  Venezia, Padova e Piacenza. Tutti chiamati a parlare di Nord, del suo  sviluppo e dei suoi problemi. Senza tabù e senza reticenze.</p>
<p>C’è chi dice Nord, appunto. Così recita il claim della tre giorni che  si è aperta a Vicenza – presso il Teatro Comunale – con un confronto  sul rapporto tra governi locali e governo nazionale, introdotto dal  sindaco della città Achille Variati, e al quale parteciperanno, tra gli  altri, il sottosegretario al Tesoro, Luigi Casero, i sindaci di Padova,  Venezia e Piacenza, Flavio Zanonato, Giorgio Orsoni e Roberto Reggi; il  deputato dell’UDC, Michele Vietti; il presidente della Provincia di  Forlì-Cesena, Massimo Bulbi, e il presidente dell’UNCEM, Enrico Borghi. A  concludere la serata spettacolo con i comici di Zelig, Paolo Cevoli e  Claudia Penoni. Leggi qui <a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/Diario_di_viaggio_NordCamp.pdf" target="_blank">la sintesi della serata</a> oppure guarda il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=k5pnrJPtLGM" target="_blank">video</a>.</p>
<p>Spostamento, nella mattina di venerdì 11, in provincia di Verona –  presso l’Hotel Parchi del Garda di Pacengo di Lazise – per i lavori dei  NORDLAB. Laboratori tematici su immigrazione, federalismo e fisco,  coordinati dai parlamentari del PD, Paola De Micheli, Alessia Mosca e  Marco Stradiotto, e aperti alla riflessioni di esperti, amministratori,  deputati e senatori di maggioranza e opposizione. Leggi qui le <span style="text-decoration: underline;">prime sintesi</span> dei Nord Lab.</p>
<p>Nel pomeriggio di venerdì 11, in programma 3 appuntamenti in seduta  plenaria. Nel primo il ministro degli Interni Roberto Maroni ha discusso  di federalismo e unità nazionale con Vasco Errani, presidente della  Regione Emilia Romagna e Vito De Filippo, presidente della Regione  Basilicata. <a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/Dibattito-Maroni.pdf" target="_blank">Leggi qui</a> la ricognizione del dibattito.  Nel  secondo, faccia a faccia con Carlo De Benedetti condotto da Antonello  Piroso. Leggi la <a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/Intervista-De-Benedetti.pdf" target="_blank">sbobinatura completa</a> dell’intervista. Nel terzo  Massimo Cacciari e Tito Boeri hanno risposto alla domanda: ma che cosa  vuole davvero il Nord?</p>
<p>Infine, sabato 12 giugno, spazio alle riflessioni su Partito  federale, PMI, welfare, Europa e crisi.<br />
Ha aperto  la mattinata un confronto tra i segretari regionali del PD  del Nord, al quale hanno preso parte Lorenzo Basso (Liguria) Stefano  Bonaccini (Emilia Romagna), Rosanna Filippin (Veneto), Michele Nicoletti  (Trentino) e Debora Serracchiani (Friuli Venezia Giulia).</p>
<p>A seguire un dibattito sul libro di Dario Di Vico, <em>Piccoli. La  pancia del Paese</em>, cui hanno partecipato, insieme all’autore, Cesare  Fumagalli, segretario generale di Confartigianato; Ivan Malavasi,  presidente di CNA, e Daniele Marini, docente universitario e presidente  della Fondazione Nord Est.  Subito dopo presentazione del nuovo volume  di Tiziano Treu e Mauro Ceruti, Organizzare l’altruismo, e confronto su  Europa e crisi, con Lucio Caracciolo, Tobias Piller ed Eric Jozsef,  corrispondente in Italia di «Frankfurter Allgemeine Zeitung» e  «Liberation».</p>
<p>Ha concluso l’intera manifestazione un intervento di Enrico Letta, di  cui puoi <a href="http://www.youdem.tv/VideoDetails.aspx?id_video=d43b0211-b7f4-4487-b17c-4f85fd48654c" target="_blank">guardare il video completo da YouDem</a>.</p>
<p>Ai link di seguito potete vedere lo speciale che Omnibus ha dedicato a  Nord Camp:</p>
<p><a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50182838" target="_blank">«Omnibus Weekend. Intervista a De Benedetti»</a>,  19/06/2010.</p>
<p><a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50182838" target="_blank">«Omnibus Weekend. C’è chi dice Nord»</a>, 20/07/2010.</p>
<p>Ai link di seguito potete leggere gli articoli relativi a Nord Camp  2010 usciti sulla carta stampata:</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/il-centrosinistra-pu%C3%B2-riconquistare-il-Nord.pdf" target="_blank">«Il Piccolo»</a>, 15/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/PER-IL-PD-AL-NORD-IL-DIALOGO-CON-LA-LEGA-%C3%A8-UNA-NECESSIT%C3%A0.pdf" target="_blank">«La Padania»</a>, 13/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/Enrico-Letta-d%C3%A0-la-sveglia-al-Pd.pdf" target="_blank">«La Repubblica – ed. Milano»</a>, 13/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/PD-COME-NEMO.pdf" target="_blank">«La Repubblica»</a>, 13/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/LETTA-LANCIA-BERSANI.pdf" target="_blank">«La Stampa»</a>, 13/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/LETTA-JR-LETERNO-SECONDO-CHE-BRIGA-PER-DIVENTARE-PRIMO.pdf" target="_blank">«Il Giornale»</a>, 13/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/LETTA-DICE-NO-A-VENDOLA.pdf" target="_blank">«Il Mattino»</a>, 13/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/LETTA-BLINDA-BERSANI.pdf" target="_blank">«Il Sole 24 Ore»</a>, 13/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/LA-SCURE-DEL-PD-SULLE-PREFETTURE.pdf" target="_blank">«Il Secolo XIX»</a>, 13/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/IL-VICESEGRETARIO-DEL-PD-SCETTICO-ENRICO-LETTA.pdf" target="_blank">«La Gazzetta del Mezzogiorno»</a>, 13/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/unit%C3%A013.06.2010.pdf" target="_blank">«L’Unità»</a>, 13/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/la-nuova-13.06.2010.pdf" target="_blank">«La Nuova»</a>, 13/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/BOSSI-LODA-LETTA.pdf" target="_blank">«Corriere della Sera»</a>, 13/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/letta-e-i-tagli-del-governo.pdf" target="_blank">«Corriere del Veneto»</a>, 13/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/riforme-il-pd-apre-alla-lega.pdf" target="_blank">«Arena»</a>, 13/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/libero-13.06.2010.pdf" target="_blank">«Libero»</a>, 13/06/2010;</p>
<p>«<a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/apriamo-il-dialogo-con-la-lega.pdf" target="_blank">La Repubblica</a>», 12/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/il-giornale-di-vicenza-12.06.2010.pdf" target="_blank">«Il Giornale di Vicenza»</a>, 12/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/la-nuova-12.06.2010.pdf" target="_blank">«La Nuova»</a>, 12/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/il-mattino-12.06.2010.pdf" target="_blank">«Il Mattino»</a>, 12/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/calci-ai-vecchi.pdf" target="_blank">«Il Riformista»,</a><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/ilsole24ore_E.Letta_nordcamp_11062010.pdf" target="_blank"> </a>12/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/messaggero-12.06.2010.pdf" target="_blank">«Il Messaggero»</a>, 12/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/CORRIERE-DEL-VENETO_12.06.2010.pdf" target="_blank">«Corriere del Veneto»</a>, 12/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/arena-12.06.2010.pdf" target="_blank">«L’Arena»</a>, 12/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/de-benedetti-contro-il-ddl.pdf" target="_blank">«La Repubblica»</a>, 12/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/de-benedetti-seppellisce-il-pd.pdf" target="_blank">«La Stampa»</a>, 12/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/de-benedetti-show.pdf" target="_blank">«L’Unità»</a>, 12/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/il-pd-si-mette-la-mimetica.pdf" target="_blank">«Il Fatto Quotidiano»</a>, 12/06/2010;</p>
<p>«<a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/intercettazioni-muro-contro-muro.pdf" target="_blank">Il Messagero</a>», 12/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/la-nuova-12.06.20102.pdf" target="_blank">«La Nuova</a>», 12/06/2010;</p>
<p>«<a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/letta-accoglie-maroni.pdf" target="_blank">Il Corriere della Sera</a>», 12/06/2010;</p>
<p>«<a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/letta-disegna-la-trincea-pd.pdf" target="_blank">L’Unità</a>», 12/06/2010;</p>
<p>«<a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/intercettazioni-pressing-su-fini.pdf" target="_blank">La Stampa</a>», 12/06/2010;</p>
<p>«<a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/de-benedetti-%C3%A8-come-sordi.pdf" target="_blank">Il Corriere della Sera</a>», 12/06/2010;</p>
<p>«<a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/letta-prevede-un-vietnam.pdf" target="_blank">Il Riformista</a>», 12/06/2010;</p>
<p>«<a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/pd-e-lega-lattrazione-fatale.pdf" target="_blank">L’Unità</a>», 12/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/ilsole24ore_E.Letta_nordcamp_11062010.pdf" target="_blank">«Il Sole 24 Ore», </a>11/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/il-giornale-di-vicenza-11.06.20101.pdf" target="_blank">«Il Giornale di Vicenza»</a>, 11/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/CORRIERE-11.06.2010.pdf" target="_blank">«Corriere della Sera»</a>, 11/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/nord-e-federalismo-letta-e-maroni-a-lazise.pdf" target="_blank">«L’Arena», </a>11/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/enrico-letta-esplora-il-nord-est.pdf" target="_blank">«L’unità», </a>11/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/nord-il-pd-a-un-punto-di-svolta.pdf" target="_blank">«Il Gazzettino», </a>11/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/il-giornale-di-vicenza-11.06.20102.pdf" target="_blank">«Il Giornale di Vicenza»</a>, 11/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/mattino-di-padova-11.06.2010.pdf" target="_blank">«Il Mattino di Padova»</a>, 11/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/romagnaoggi_e.letta_nordcamp_110620101.pdf" target="_blank">«Romagnaoggi.it»</a>, 11/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/Sole_24_Ore_06_06.pdf" target="_blank">«Il Sole 24 Ore»</a>, 06/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/Unit%C3%A0_06_06.pdf" target="_blank">«L’Unità»</a>, 06/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/Corriere_sera_05_06.pdf">«Corriere   della Sera»</a>, 05/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/Il_Foglio_05_06.pdf" target="_blank">«Il Foglio»</a>, 05/06/2010;</p>
<p><a href="http://www.associazione360.it/wp-content/uploads/2010/06/LaRepubblica_05_06.pdf" target="_blank">«La Repubblica»</a>, 05/06/2010.</p>
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		<title>Massoneria lontana anni luce da PD</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 16:54:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola De Micheli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Day by Day]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[«Essere  affiliati alla massoneria non si sposa in alcun modo con quei valori di  trasparenza e di apertura che il Partito Democratico ha inscritti nel proprio  DNA. Ciò vale per questa stagione politica e naturalmente per quelle future.  Punto. Non c’è spazio, a mio avviso, per eccezioni o distinguo. Sono fenomeni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><span style="font-size: 12pt;"><img class="alignnone size-full wp-image-1786" title="massoneria" src="http://www.360mag.it/wp-content/uploads/2010/05/massoneria.jpg" alt="massoneria" width="500" height="300" />«Essere  affiliati alla massoneria non si sposa in alcun modo con quei valori di  trasparenza e di apertura che il Partito Democratico ha inscritti nel proprio  DNA. Ciò vale per questa stagione politica e naturalmente per quelle future.  Punto. Non c’è spazio, a mio avviso, per eccezioni o distinguo. Sono fenomeni  lontani anni luce dal Partito che stiamo costruendo». </span></span></p>
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		<title>Franceschini e l&#8217;ossessione anti-berlusconiana</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 17:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Russo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Day by Day]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse è stata solo la tentazione di una facile battuta, ma spiace che anche  Dario Franceschini sembri iscriversi a quella parte del centrosinistra (un po&#8217;  bacchettone) alla quale l&#8217;ossessione antiberlusconiana toglie anche una  qualsiasi capacità di autoironia e di coraggio persino nel campo  dell&#8217;innovazione linguistica .
Mi limito a ricordare al capogruppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1779" title="franceschini1" src="http://www.360mag.it/wp-content/uploads/2010/05/franceschini1.jpg" alt="franceschini1" width="449" height="300" />Forse è stata solo la tentazione di una facile battuta, ma spiace che anche  Dario Franceschini sembri iscriversi a quella parte del centrosinistra (un po&#8217;  bacchettone) alla quale l&#8217;ossessione antiberlusconiana toglie anche una  qualsiasi capacità di autoironia e di coraggio persino nel campo  dell&#8217;innovazione linguistica .</p>
<p>Mi limito a ricordare al capogruppo Pd alcuni sinonimi della parola sexy  tratti da dizionari disponibili anche on line: nel linguaggio comune sexy è «attraente, interessante, emozionante».</p>
<div>Categorie che appartengono al patrimonio di ogni leader politico di  successo; di Berlusconi, certamente (che le declina in modo personalissimo e per  nulla condivisibile) ma, ad esempio, anche del miglior Obama che ha veicolato  contenuti importanti e «solidi» anche attraverso un fascino ed un carisma  personale che ha trasferito sul suo partito e sulla sua più complessiva proposta  politica.</div>
<div>Di questo, ci sembra ha bisogno anche il Pd, e non da oggi. Se siamo tutti  d&#8217;accordo, forse conviene smettere di fare polemiche sui nominalismi e cambiare  passo.</div>
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		<title>Italia competitiva senza la Campania</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 13:09:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Nardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Macro]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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Articolo di Paolo Grassi, pubblicato su «Il Corriere del Mezzogiorno» di giovedì 6 maggio.
Stavolta a prendere la parola non è il vicesegretario del PD in persona. Ma visto che si tratta del direttore dell’Associazione TrecentoSessanta nata nell’estate 2007 (come spiega il sito della struttura) da un’intuizione di Enrico Letta &#8211; come se parlasse ancora il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-1769" title="banca_del_mezzogiorno-thumb" src="http://www.360mag.it/wp-content/uploads/2010/05/banca_del_mezzogiorno-thumb.jpg" alt="banca_del_mezzogiorno-thumb" width="500" height="300" /></em></p>
<p><em>Articolo di Paolo Grassi, pubblicato su «Il Corriere del Mezzogiorno» di giovedì 6 maggio.</em></p>
<p>Stavolta a prendere la parola non è il vicesegretario del PD in persona. Ma visto che si tratta del direttore dell’<em>Associazione TrecentoSessanta</em> nata nell’estate 2007 (come spiega il sito della struttura) da un’intuizione di Enrico Letta &#8211; come se parlasse ancora il numero due di Bersani. Ossia colui che durante la recente presentazione del libro curato da Gianni Pittella dal titolo <em>Domani a Mezzogiorno</em> ha dato il via a un’intensa discussione sulla necessità di rilanciare le politiche di sviluppo per il Sud. Il parlamentare pisano, nel dettaglio, ha sostenuto che se si estrapolano le medie macroeconomiche della Campania da quelle dell’intero Paese l’effetto un’Italia più competitiva. Uno Stivale sui livelli di Germania e Francia.</p>
<p>«Non entro nel merito della polemica politica che si scatenata in queste ore precisa Monica Nardi dal quartier generale dell’Associazione TrecentoSessanta &#8211; Mi limito solo a ricordare che Enrico Letta ha citato dati di cui gi da mesi si discute nel dibattito pubblico sui divari Nord-Sud. La Fondazione Edison, ad esempio, l’estate scorsa ha messo a confronto, numeri alla mano, il PIL pro-capite delle regioni italiane e delle province autonome con quello della Germania, della Francia e del Regno Unito. Dal quel confronto emergeva con evidenza come il Pil pro-capite italiano, senza la Campania e la Sicilia, superasse quello francese e si avvicinasse a quello tedesco. E attenzione: l’analisi era fatta su dati 2006. Vale a dire su performance precedenti la crisi economica e ancora in qualche modo condizionate dal ciclo di convergenza economica di cui il Sud intero, compresa la Campania, ha beneficiato fino agli inizi del decennio». E il direttore della struttura che fa riferimento a Letta va anche avanti: «Se quella stessa impostazione la applichiamo ai dati del 2008 la situazione per il Sud, e per la Campania in particolare, non migliora. I dati indicano per la  Francia e per la  Germania un PIL pro-capite pari circa a 30.400 euro, per il Centro-Nord italiano la cifra sale a 30.700 euro, mentre per il Sud scende a circa 18.000, approssimato per eccesso. Quest&#8217;ultimo dato determinato soprattutto dalla Campania, in coda alla graduatoria insieme alla Calabria (circa 17.000 euro). Tutto questo, ovviamente, va considerato alla luce non solo del peso demografico campano, ma anche delle tendenze di crescita. Tendenze che, come conferma la  Svimez, per la  Campania sono impietose e indicano un&#8217;impennata negativa, senza soluzione di continuità, dal 2005 al 2008». Poi chiude: «Ho sott&#8217;occhio in questo momento le performance brillanti fatte registrare nello stesso periodo da Basilicata e Puglia e francamente fatico a comprendere il senso ultimo di questa polemica».</p>
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